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Chiesa Betania: le origini

Le origini della chiesa
La parrocchia di San Lorenzo in Strada è assai estesa, anche se ancora esistono ampie zone di verde nel suo territorio. Un tempo San Lorenzo era una parrocchia tipicamente rurale, con poche villette nella zona del mare. Lo sviluppo vertiginoso del turismo e, conseguentemente, del tessuto urbano ha portato alla nascita di due nuove parrocchie, rispettivamente negli anni ’50 e negli anni ’70: “Gesù Redentore” nella zona Alba e “SS. Angeli Custodi” nella zona intermedia tra la statale 16 Adriatica e l’Alba. La chiesa di San Lorenzo, prima al centro di un vasto territorio che andava dal mare all’interno, si è così trovata quasi al confine della parrocchia stessa. Verso l’interno, invece, lungo la vecchia stradina che porta a Coriano e che negli anni ’70 è stata notevolmente allargata (l’attuale viale Veneto), per molti anni è stato conservato l’antico aspetto di zona rurale, con case sparse e con qualche agglomerato di casine (i cosiddetti “ghetti”). A circa 3 km da San Lorenzo, quasi al bivio con la strada provinciale che collega Rimini a Coriano, c’era uno di questi “ghetti”, chiamato “e ghet ad Marein” e in seguito, più pomposamente, “Osteria nuova”. All’inizio erano poche case coloniche, poi – verso gli anni ’60 – la zona è andata man mano popolandosi, spesso grazie all’inserimento di famiglie provenienti dalle Marche e, soprattutto, dalla provincia di Ascoli Piceno. Fu così che, nel 1968, i preti di San Lorenzo sentirono l’esigenza di edificare un luogo di culto, succursale della chiesa parrocchiale. Nel frattempo era stata costruita una scuola elementare, per accogliere i numerosi bambini della zona. Quasi di fronte alla scuola di viale Veneto, nel campo della famiglia Guidotti, fu così collocata una struttura prefabbricata, semplice e disadorna, per essere un punto di riferimento religioso. Furono anni pionieristici e gloriosi, densi di iniziative per fare di quelle famiglie che erano venute da diversi posti, una comunità. Anche l’attuale parroco di San Lorenzo, allora seminarista adolescente, veniva nei fine settimana con la chitarra per guidare i canti alla Messa e per fare giocare i bambini nel parco delle scuole elementari.

Gli sviluppi
Negli anni ’70 la situazione restò pressoché invariata. La piccola comunità di “Osteria nuova” cresceva di numero e come comunità, grazie alla cura pastorale di don Piergiorgio, don Claudio Signorini e, in seguito, di don Giovanni Tonelli; anche i seminaristi, presenti in parrocchia, si adoperavano soprattutto per l’animazione dei bambini e dei ragazzi. La chiesa cominciava ad essere piccola, anche perché nel frattempo era aumentata la popolazione. Si cominciava a pensare ad una struttura più grande e più stabile. La svolta avvenne verso la metà degli anni ‘70 quando don Mario Molari, allora parroco a Mater Admirabilis a Riccione, acquistò e donò alla parrocchia di San Lorenzo un appezzamento di terreno in viale Lodi, in un luogo forse un po’ decentrato e ai confini della parrocchia verso Coriano, Casalecchio e San Salvatore. Su quel terreno sarebbe stata costruita in seguito non solo l’attuale chiesa “Betania”, ma anche la casa famiglia dei bambini. Verso il 1975 si smontò il prefabbricato dalla vecchia sede in viale Veneto e si rimontò sul terreno donato alla parrocchia, allungandolo di qualche metro. L’idea di ingrandire la chiesa andò pian piano concretizzandosi e attorno ad essa si riuscì a coagulare molta gente. Nel frattempo era sorta la “Festa di primavera”, momento di ritrovo e di socializzazione per le persone del quartiere, che veniva svolta sul piazzale dell’attuale chiesa. All’inizio degli anni ’90 il prefabbricato venne praticamente raddoppiato, con una nuova struttura in muratura che inglobò la vecchia chiesina. Era stato ammirevole vedere molte persone che, volontariamente, davano parte del loro tempo per lavorare alla nuova struttura e altre che indirettamente, attraverso varie iniziative, reperivano fondi per finanziare l’opera. Davvero la chiesa di Betania è stata costruita con l’apporto della popolazione locale. Rispetto alla vecchia struttura, la novità principale era costituita dalla parte in muratura, separata dal vano chiesa da un pannello scorrevole in legno, usata per momenti di festa e per le attività di catechesi. Insomma, la vecchia chiesina si era trasformata in centro parrocchiale polivalente. Nella nuova chiesa fu celebrato qualche matrimonio, si diede l’ultimo saluto a diverse persone defunte della zona, si celebrava la Messa di Prima Comunione per i bambini ecc. Pian piano era diventata, insomma, una “quasi-parrocchia”, seguita da don Giovanni Tonelli che fungeva praticamente da parroco.

Il nome
Se la vecchia chiesina non aveva un nome proprio, per la nuova struttura si pensò ad un titolo. Fu scelto non il nome di qualche santo (come normalmente avviene) e neppure un titolo mariano o un mistero della vita di Gesù, ma il nome di una località evangelica: Betania. Perché questa scelta?
La zona di campagna tra l’autostrada e l’agglomerato di “Osteria nuova” si andava inurbando: all’inizio degli anni ’90 è sorto in quella zona un nuovo quartiere, attorno all’attuale piazza Pertini, e centinaia di famiglie giovani sono venute ad abitare in parrocchia. Betania è il luogo in cui Gesù si riposava dalle sue fatiche apostoliche ed era accolto come ospite gradito in casa dei suoi amici Lazzaro, Marta e Maria. Scegliendo il nome “Betania” per la nuova chiesa si è voluto così sottolineare che nelle nuove famiglie che venivano ad abitare nella zona era lo stesso Gesù che doveva essere accolto: appunto, “Gesù nostro ospite”.

La casa famiglia e il nuovo assetto della chiesa
Nel 1994, con l’arrivo di don Tarcisio come parroco di San Lorenzo, fu possibile iniziare la costruzione della nuova casa famiglia dei bambini, prima collocata in viale Veneto in un ambiente in affitto. La nuova casa famiglia, costruita dietro la chiesa Betania, è stata il frutto della collaborazione delle parrocchie di Riccione e dell’azione di tanti volontari, anche laici, che si sono adoperati in mille modi per quest’opera di solidarietà verso i più piccoli e bisognosi. Il 2 ottobre1994 fu posta la prima pietra della nuova costruzione, progettata dall’architetto Livio Lepri e nell’autunno 1995 fu solennemente inaugurata dal vescovo di Rimini, mons. Mariano De Nicolò. Negli ambienti del seminterrato, gestiti dalla parrocchia di San Lorenzo, si sono potute ricavare alcune sale per la catechesi e per i momenti di festa e di socializzazione. In tal modo è stato possibile adibire tutto l’ambiente chiesa ad aula liturgica, togliendo lo scomodo pannello scorrevole. La chiesa è stata in seguito ulteriormente arredata con nuove panche e con la sistemazione dignitosa della zona del presbiterio. Il tabernacolo, donato da don Renzo Rossi, allora parroco a San Salvatore, proveniva dalla vecchia chiesa di Torre Pedrera, ed era quello davanti al quale pregava la venerabile Carla Ronci. Anche Giovanni Paolo II, nella sua visita a Rimini nel 1982, si fermò a pregare davanti a questo tabernacolo, allora nella cappella privata dal vescovo mons. Locatelli.

Betania oggi
Tante cose sono cambiate. Ci sono stati anche momenti di difficoltà e di crisi, dovuti in parte al fatto che don Tarcisio è rimasto solo a San Lorenzo e quindi non può più seguire le zone come era possibile fare un tempo, quando c’erano tre sacerdoti ed alcuni seminaristi. Anche la festa di primavera è stata sospesa per un anno. Poi è rinata nella nuova zona di Betania, attorno al parco in cui è stata collocata la statua di Padre Pio. Alcune persone un tempo attivissime nella zona hanno passato il testimone ad altre, subentrate in seguito e provenienti dalla nuova zona. E’ però rimasto un nucleo di operatori pastorali della prima ora, testimonianza vivente della storia bella e avvincente nella sua semplicità di questa zona della parrocchia. A livello pastorale in questi anni si è lavorato per unire maggiormente la parrocchia, anche a costo di sacrificare qualche attività che prima veniva fatta nelle zone. Però Betania è rimasta viva, vero luogo di accoglienza di Gesù nostro ospite nelle persone dei piccoli, dei poveri e delle famiglie che si sono inserite e che ancora si inseriranno in questa zona della parrocchia, un tempo ridente campagna tra i due corsi d’acqua del Rio Melo e del Marano.

Chiesa San Lorenzo

La primitiva chiesa di San Lorenzo in Strada sorse quasi certamente sui resti di un tempio pagano. Nel 1230, dopo una probabile ricostruzione, fu consacrata ad onore dei tre santi: Lorenzo, Giovanni Battista e Cristoforo. Non si hanno notizie in merito alle origini della pieve che aveva giurisdizione su di um’ampia zona comprendente oltre l’attuale territorio di Riccione anche quello di Casalecchio, del “Terzo” di Rimini, di Sant’Andrea in Patrignano e di Sant’Anrea in Besanigo di Coriano; tale pieve sicuramente esisteva prima del Mille come attestato da Currado Curradi in” Le pievi del territorio riminese nei documenti fino al Mille”, Rimini, 1984.

Nel 1258 la pieve fu posta sotto la giurisdizione dell’ospedale riminese di Santo Spirito da parte di Giacomo vescovo di Rimini. Tale concessione venne approvata e confermata da papa Alessandro IV nel 1260 con una bolla nella quale fu anche compresa la chiesa di San Martino in Arcione e quella di San Bartolomeo di “Ladornero”, altre volta menzionata “de Ardonara”, di cui non si conosce però l’esatta ubicazione.

Nel 1440 papa Eugenio IV concesse a Paolo Marcheselli, riminese, ai suoi due nipoti Lodovico e Pellegrino, nonché ai successori di ciascuno di essi, il diritto di “patronato” e di “presentazione”.

Tra il 1640 e il 1664 fu eretta una nuova chiesa ad opera di tre parroci riminesi: Francesco Castagna, Carlo Marcheselli e il canonico Rambottino.

Nella notte di Natale del 1786, anno nel quale San Lorenzo in Strada contava 375 abitanti, un terremoto di particolare intensità causò notevoli danni alla chiesa, tanto che l’architetto Valadier nelle sue “ Perizie de’ danni causati alle case delle venticinque Parrocchie del bargellato di Rimino dal tremuoto della notte delli 24 decembre dell’anno MDCCLXXXVI”, stimò la somma di 146 scudi occorrente per varie opere di riparazione.

Nel 1859 don Leonardo Leonardi, ricordato come uomo di vasta cultura storica e teologica, fece allargare la chiesa erigendovi ai lati le cappelle ed uno stanzone ad uso scolastico: in tale anno la popolazione di San Lorenzo in Strada era di 850 abitanti.

Il 17 maggio ed il 16 agosto del 1916, la chiesa e l’annessa casa del parroco furono completamente distrutte da due violenti scosse di terremoto che arrecarono notevoli danni nel territorio riccionese ed il cui doloroso ricordo è ancora presente nelle persone più anziane. A quel tempo la popolazione aveva raggiunto le 2500 unità.

Costruita una baracca in legno onde poter assicurare, sia pure in stato di estrema precarietà, la continuità delle funzioni religiose, il parroco don Giovanni Montali si impegnò tenacemente perché fosse eretta una nuova chiesa,più ampia di quella andata perduta, dal momento che la popolazione di San Lorenzo si era notevolmente accresciuta.. Il giorno di Natale dell’anno 1922 si ebbe l’inaugurazione, sebbene non ufficiale, della nuova chiesa, eseguita conformemente alle prescrizioni antisismiche, da una cooperativa di muratori locali su progetto dell’ing. Giuseppe Gualandi di Bologna.

La furia devastatrice del secondo conflitto mondiale non risparmiò nemmeno questo nuovo edificio; nell’autunno del 1944 esso subì gravissimi danni in seguito ai bombardamenti ed il parroco don Giovanni Montali impedì che i soldati alleati ne completassero la distruzione asportandone i resti. A fianco della chiesa in un pozzo furono trovati i corpi del fratello e della sorella del sacerdote trucidati dai nazisti.

La ricostruzione iniziata dal Montali è stata completata nel 1976.

Chiesa Betania

Le origini della chiesa
La parrocchia di San Lorenzo in Strada è assai estesa, anche se ancora esistono ampie zone di verde nel suo territorio. Un tempo San Lorenzo era una parrocchia tipicamente rurale, con poche villette nella zona del mare. Lo sviluppo vertiginoso del turismo e, conseguentemente, del tessuto urbano ha portato alla nascita di due nuove parrocchie, rispettivamente negli anni ’50 e negli anni ’70: “Gesù Redentore” nella zona Alba e “SS. Angeli Custodi” nella zona intermedia tra la statale 16 Adriatica e l’Alba. La chiesa di San Lorenzo, prima al centro di un vasto territorio che andava dal mare all’interno, si è così trovata quasi al confine della parrocchia stessa. Verso l’interno, invece, lungo la vecchia stradina che porta a Coriano e che negli anni ’70 è stata notevolmente allargata (l’attuale viale Veneto), per molti anni è stato conservato l’antico aspetto di zona rurale, con case sparse e con qualche agglomerato di casine (i cosiddetti “ghetti”). A circa 3 km da San Lorenzo, quasi al bivio con la strada provinciale che collega Rimini a Coriano, c’era uno di questi “ghetti”, chiamato “e ghet ad Marein” e in seguito, più pomposamente, “Osteria nuova”. All’inizio erano poche case coloniche, poi – verso gli anni ’60 – la zona è andata man mano popolandosi, spesso grazie all’inserimento di famiglie provenienti dalle Marche e, soprattutto, dalla provincia di Ascoli Piceno. Fu così che, nel 1968, i preti di San Lorenzo sentirono l’esigenza di edificare un luogo di culto, succursale della chiesa parrocchiale. Nel frattempo era stata costruita una scuola elementare, per accogliere i numerosi bambini della zona. Quasi di fronte alla scuola di viale Veneto, nel campo della famiglia Guidotti, fu così collocata una struttura prefabbricata, semplice e disadorna, per essere un punto di riferimento religioso. Furono anni pionieristici e gloriosi, densi di iniziative per fare di quelle famiglie che erano venute da diversi posti, una comunità. Anche l’attuale parroco di San Lorenzo, allora seminarista adolescente, veniva nei fine settimana con la chitarra per guidare i canti alla Messa e per fare giocare i bambini nel parco delle scuole elementari.

Gli sviluppi
Negli anni ’70 la situazione restò pressoché invariata. La piccola comunità di “Osteria nuova” cresceva di numero e come comunità, grazie alla cura pastorale di don Piergiorgio, don Claudio Signorini e, in seguito, di don Giovanni Tonelli; anche i seminaristi, presenti in parrocchia, si adoperavano soprattutto per l’animazione dei bambini e dei ragazzi. La chiesa cominciava ad essere piccola, anche perché nel frattempo era aumentata la popolazione. Si cominciava a pensare ad una struttura più grande e più stabile. La svolta avvenne verso la metà degli anni ‘70 quando don Mario Molari, allora parroco a Mater Admirabilis a Riccione, acquistò e donò alla parrocchia di San Lorenzo un appezzamento di terreno in viale Lodi, in un luogo forse un po’ decentrato e ai confini della parrocchia verso Coriano, Casalecchio e San Salvatore. Su quel terreno sarebbe stata costruita in seguito non solo l’attuale chiesa “Betania”, ma anche la casa famiglia dei bambini. Verso il 1975 si smontò il prefabbricato dalla vecchia sede in viale Veneto e si rimontò sul terreno donato alla parrocchia, allungandolo di qualche metro. L’idea di ingrandire la chiesa andò pian piano concretizzandosi e attorno ad essa si riuscì a coagulare molta gente. Nel frattempo era sorta la “Festa di primavera”, momento di ritrovo e di socializzazione per le persone del quartiere, che veniva svolta sul piazzale dell’attuale chiesa. All’inizio degli anni ’90 il prefabbricato venne praticamente raddoppiato, con una nuova struttura in muratura che inglobò la vecchia chiesina. Era stato ammirevole vedere molte persone che, volontariamente, davano parte del loro tempo per lavorare alla nuova struttura e altre che indirettamente, attraverso varie iniziative, reperivano fondi per finanziare l’opera. Davvero la chiesa di Betania è stata costruita con l’apporto della popolazione locale. Rispetto alla vecchia struttura, la novità principale era costituita dalla parte in muratura, separata dal vano chiesa da un pannello scorrevole in legno, usata per momenti di festa e per le attività di catechesi. Insomma, la vecchia chiesina si era trasformata in centro parrocchiale polivalente. Nella nuova chiesa fu celebrato qualche matrimonio, si diede l’ultimo saluto a diverse persone defunte della zona, si celebrava la Messa di Prima Comunione per i bambini ecc. Pian piano era diventata, insomma, una “quasi-parrocchia”, seguita da don Giovanni Tonelli che fungeva praticamente da parroco.

Il nome
Se la vecchia chiesina non aveva un nome proprio, per la nuova struttura si pensò ad un titolo. Fu scelto non il nome di qualche santo (come normalmente avviene) e neppure un titolo mariano o un mistero della vita di Gesù, ma il nome di una località evangelica: Betania. Perché questa scelta?
La zona di campagna tra l’autostrada e l’agglomerato di “Osteria nuova” si andava inurbando: all’inizio degli anni ’90 è sorto in quella zona un nuovo quartiere, attorno all’attuale piazza Pertini, e centinaia di famiglie giovani sono venute ad abitare in parrocchia. Betania è il luogo in cui Gesù si riposava dalle sue fatiche apostoliche ed era accolto come ospite gradito in casa dei suoi amici Lazzaro, Marta e Maria. Scegliendo il nome “Betania” per la nuova chiesa si è voluto così sottolineare che nelle nuove famiglie che venivano ad abitare nella zona era lo stesso Gesù che doveva essere accolto: appunto, “Gesù nostro ospite”.

La casa famiglia e il nuovo assetto della chiesa
Nel 1994, con l’arrivo di don Tarcisio come parroco di San Lorenzo, fu possibile iniziare la costruzione della nuova casa famiglia dei bambini, prima collocata in viale Veneto in un ambiente in affitto. La nuova casa famiglia, costruita dietro la chiesa Betania, è stata il frutto della collaborazione delle parrocchie di Riccione e dell’azione di tanti volontari, anche laici, che si sono adoperati in mille modi per quest’opera di solidarietà verso i più piccoli e bisognosi. Il 2 ottobre1994 fu posta la prima pietra della nuova costruzione, progettata dall’architetto Livio Lepri e nell’autunno 1995 fu solennemente inaugurata dal vescovo di Rimini, mons. Mariano De Nicolò. Negli ambienti del seminterrato, gestiti dalla parrocchia di San Lorenzo, si sono potute ricavare alcune sale per la catechesi e per i momenti di festa e di socializzazione. In tal modo è stato possibile adibire tutto l’ambiente chiesa ad aula liturgica, togliendo lo scomodo pannello scorrevole. La chiesa è stata in seguito ulteriormente arredata con nuove panche e con la sistemazione dignitosa della zona del presbiterio. Il tabernacolo, donato da don Renzo Rossi, allora parroco a San Salvatore, proveniva dalla vecchia chiesa di Torre Pedrera, ed era quello davanti al quale pregava la venerabile Carla Ronci. Anche Giovanni Paolo II, nella sua visita a Rimini nel 1982, si fermò a pregare davanti a questo tabernacolo, allora nella cappella privata dal vescovo mons. Locatelli.

Betania oggi
Tante cose sono cambiate. Ci sono stati anche momenti di difficoltà e di crisi, dovuti in parte al fatto che don Tarcisio è rimasto solo a San Lorenzo e quindi non può più seguire le zone come era possibile fare un tempo, quando c’erano tre sacerdoti ed alcuni seminaristi. Anche la festa di primavera è stata sospesa per un anno. Poi è rinata nella nuova zona di Betania, attorno al parco in cui è stata collocata la statua di Padre Pio. Alcune persone un tempo attivissime nella zona hanno passato il testimone ad altre, subentrate in seguito e provenienti dalla nuova zona. E’ però rimasto un nucleo di operatori pastorali della prima ora, testimonianza vivente della storia bella e avvincente nella sua semplicità di questa zona della parrocchia. A livello pastorale in questi anni si è lavorato per unire maggiormente la parrocchia, anche a costo di sacrificare qualche attività che prima veniva fatta nelle zone. Però Betania è rimasta viva, vero luogo di accoglienza di Gesù nostro ospite nelle persone dei piccoli, dei poveri e delle famiglie che si sono inserite e che ancora si inseriranno in questa zona della parrocchia, un tempo ridente campagna tra i due corsi d’acqua del Rio Melo e del Marano.

Chiesa San Paolo

La primitiva chiesa di San Lorenzo in Strada sorse quasi certamente sui resti di un tempio pagano. Nel 1230, dopo una probabile ricostruzione, fu consacrata ad onore dei tre santi: Lorenzo, Giovanni Battista e Cristoforo. Non si hanno notizie in merito alle origini della pieve che aveva giurisdizione su di um’ampia zona comprendente oltre l’attuale territorio di Riccione anche quello di Casalecchio, del “Terzo” di Rimini, di Sant’Andrea in Patrignano e di Sant’Anrea in Besanigo di Coriano; tale pieve sicuramente esisteva prima del Mille come attestato da Currado Curradi in” Le pievi del territorio riminese nei documenti fino al Mille”, Rimini, 1984.

Nel 1258 la pieve fu posta sotto la giurisdizione dell’ospedale riminese di Santo Spirito da parte di Giacomo vescovo di Rimini. Tale concessione venne approvata e confermata da papa Alessandro IV nel 1260 con una bolla nella quale fu anche compresa la chiesa di San Martino in Arcione e quella di San Bartolomeo di “Ladornero”, altre volta menzionata “de Ardonara”, di cui non si conosce però l’esatta ubicazione.

Nel 1440 papa Eugenio IV concesse a Paolo Marcheselli, riminese, ai suoi due nipoti Lodovico e Pellegrino, nonché ai successori di ciascuno di essi, il diritto di “patronato” e di “presentazione”.

Tra il 1640 e il 1664 fu eretta una nuova chiesa ad opera di tre parroci riminesi: Francesco Castagna, Carlo Marcheselli e il canonico Rambottino.

Nella notte di Natale del 1786, anno nel quale San Lorenzo in Strada contava 375 abitanti, un terremoto di particolare intensità causò notevoli danni alla chiesa, tanto che l’architetto Valadier nelle sue “ Perizie de’ danni causati alle case delle venticinque Parrocchie del bargellato di Rimino dal tremuoto della notte delli 24 decembre dell’anno MDCCLXXXVI”, stimò la somma di 146 scudi occorrente per varie opere di riparazione.

Nel 1859 don Leonardo Leonardi, ricordato come uomo di vasta cultura storica e teologica, fece allargare la chiesa erigendovi ai lati le cappelle ed uno stanzone ad uso scolastico: in tale anno la popolazione di San Lorenzo in Strada era di 850 abitanti.

Il 17 maggio ed il 16 agosto del 1916, la chiesa e l’annessa casa del parroco furono completamente distrutte da due violenti scosse di terremoto che arrecarono notevoli danni nel territorio riccionese ed il cui doloroso ricordo è ancora presente nelle persone più anziane. A quel tempo la popolazione aveva raggiunto le 2500 unità.

Costruita una baracca in legno onde poter assicurare, sia pure in stato di estrema precarietà, la continuità delle funzioni religiose, il parroco don Giovanni Montali si impegnò tenacemente perché fosse eretta una nuova chiesa,più ampia di quella andata perduta, dal momento che la popolazione di San Lorenzo si era notevolmente accresciuta.. Il giorno di Natale dell’anno 1922 si ebbe l’inaugurazione, sebbene non ufficiale, della nuova chiesa, eseguita conformemente alle prescrizioni antisismiche, da una cooperativa di muratori locali su progetto dell’ing. Giuseppe Gualandi di Bologna.

La furia devastatrice del secondo conflitto mondiale non risparmiò nemmeno questo nuovo edificio; nell’autunno del 1944 esso subì gravissimi danni in seguito ai bombardamenti ed il parroco don Giovanni Montali impedì che i soldati alleati ne completassero la distruzione asportandone i resti. A fianco della chiesa in un pozzo furono trovati i corpi del fratello e della sorella del sacerdote trucidati dai nazisti.

La ricostruzione iniziata dal Montali è stata completata nel 1976.

Valle Avellana

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Santa Maria in Silvis

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Centro Vacanze San Lorenzo

Fisionomia
Il centro vacanze San Lorenzo è situato ad un km dalla spiaggia, raggiungibile attraverso un comodo viale alberato. E’ in posizione tranquilla, silenziosa, a ridosso del centro cittadino ma già in periferia. E’ gestito dalla parrocchia San Lorenzo in Strada che è adiacente. E’ stato pensato per l’accoglienza di gruppi di ragazzi o di giovani delle parrocchie o simili, in totale autogestione.

Spazi
Il centro vacanze è dotto di grandi spazi: un salone polivalente (circa mq 100) ed eventualmente, in caso di gruppi numerosi, un altro salone. Molte camere con letti a castello, luminose ed areate. Cucina attrezzata. Bagni e docce alcuni in camera, altri al piano. E’ a disposizione una cappella raccolta e suggestiva per la preghiera e le celebrazioni liturgiche presso la chiesa parrocchiale.
Campo da calcio parrocchiale e piazza pubblica adiacente. Ampia possibilità di parcheggio. Parco attrezzato. Facilmente raggiungibile a piedi è un ampio parco comunale, adatto per l’organizzazione di grandi giochi.

I dintorni
Se a Riccione si viene prevalentemente per una vacanza al mare, la città ed i dintorni offrono ampie possibilità di carattere culturale e di incontro con realtà significative: parchi tematici prestigiosi (a Riccione c’è Oltremare, Aquafan; a Rimini Fiabilandia ed Italia in miniatura; a Ravenna Mirabilandia…). L’entroterra è ricco di luoghi d’arte significativi: San Leo, Gradara, Urbino e centri minori. La stessa Rimini (distante km 8) è una bella città d’arte, ricca di storia e di monumenti.
Oltre ai luoghi ci sono le persone e le esperienze: a pochi km c’è la comunità di Montetauro (comunità monastica ma non solo, che conduce una vita di preghiera e di carità verso gli ultimi e interessante per il lavoro ecumenico). L’associazione Papa Giovanni XXIII di don Oreste Benzi presente con molte case-famiglia (una in parrocchia) e con altre esperienze significative, quali la “capanna di Betlemme”.

Informazioni e prenotazioni
Presso il responsabile, sig. Elio Mainardi: 0541.647422 (piadineria), cellulare 338.8102682

NOVEMBRE

1, giovedì, solennità di tutti i santi:

“…grande è la vostra ricompensa nei cieli”

ore 15,30: Messa al cimitero

2, venerdì: commemorazione dei defunti

            ore 20,30: ricordo dei defunti a Betania

4, domenica, XXXI del tempo ordinario C:

“Oggi la salvezza è entrata in questa casa”

Ore 10,30: riti introduttivi al Battesimo

Uscita educatori ACR a Valle Avellana

5, lunedì – 9, venerdì: ottavario defunti a San Lorenzo (Messa ore 20,30)

            Ore 21,30: nuovo CPAE

6, martedì, ore 21 a San Martino: scuola zonale catechisti-educatori (fanciulli)

7, mercoledì, ore 21,30: incontro con padre Bernardo Coccia

9, venerdì, ore 21 a San Martino: scuola zonale catechisti-educatori (fanciulli)

10, sabato: Messa col vescovo per San Martino

10, sabato – 11, domenica: due giorni ACR 2^ media

17, domenica, XXXII del tempo ordinario C:

“Dio non è Dio dei morti ma dei vivi”

Ore 10,30: CELEBRAZIONE BATTESIMI

17, domenica – 18, lunedì: consiglio pastorale ore 21:00

19, martedì, ore 21: lectio divina

            ore 21 a San Martino: scuola zonale catechisti-educatori (adolescenti)

formazione educatori giovanissimi al Punto Giovane

14, mercoledì, ore 21 a San Paolo: incontro preparazione festa dedicazione

15, giovedì, ore 21: Messa al Punto Giovane

16, venerdì:, ore 21: genitori 1^ Comunione

GPR

            ore 21 a San Martino: scuola zonale catechisti-educatori (adolescenti)

17, sabato – 18, domenica: 2 giorni diocesana formazione ACR-ACG

ore 17: presentazione Cresimandi

17, sabato – 18, domenica: due giorni ACR 5^ e 1^ media (case distinte a Valle Avellana))

            Uscita catechistica 1^ media a Valle Avellana

18, domenica, XXXIII del tempo ordinario C:

“Nemmeno un capello del vostro capo perirà”

Ore 11,30 a Betania: Presentazione prima Comunione

20, martedì, ore 21: lectio divina

Incontro zonale ACA sud

            formazione educatori giovanissimi al Punto Giovane

21, mercoledì, ore 21: CPP

22, giovedì, ore 21: genitori cresimandi

23, venerdì, ore 21: gruppo liturgico sull’Avvento

25, domenica, Solennità di Cristo Re dell’universo, C:

“Questi è il re dei Giudei”

GIORNATA COMUNITARIA. Incontro culturale su San Paolo. Giornata de “Il Ponte”

e di sensibilizzazione per il sostentamento del clero

26, lunedì, 1/12, sabato: adorazione continua cittadina alla chiesa vecchia

27, martedì, ore 21: lectio divina

29, giovedì, ore 18: ricordo dedicazione chiesa San Lorenzo

30, venerdì, ore 20,30: ricordo dedicazione chiesa San Paolo (10^)

OTTOBRE

1, lunedì – 5, venerdì: colloqui per iscrizioni catechesi prima Comunione

1, lunedì, ore 21: genitori 3^ elementare per lancio catechesi

2, martedì, ore 21: veglia di preghiera e confessioni

3, mercoledì, ore 21: incontro culturale “Il volto di Cristo”

4, giovedì, ore 21: canti di montagna e folk

5, venerdì, memoria di Alberto Marvelli

ore 21: commedia dialettale

6, sabato, ore 15: attività per bambini e ragazzi;

            ore 20: cena comunitaria e serata col prestigiatore

7, domenica, XXVII del tempo ordinario C:

“Siamo servi inutili”

Ore 10,30: S. MESSA FESTA DELLA FAMIGLIA

Gesù, sorgente e meta della nostra speranza

            Pomeriggio: attività festa della famiglia

8, lunedì – 12, venerdì: colloqui per iscrizioni catechesi Cresima

8, lunedì, ore 20: cena con gli operatori della festa

10, mercoledì, ore 21: CPP

11, giovedì, ore 21: genitori 5^ elementare

12, venerdì: serata diocesana progettazione ACG

13, sabato: inizio Messa prefestiva ore 17

* Uscita giornalino novembre

14, domenica, XXVIII del tempo ordinario C:

“La tua fede ti ha salvato”

Ore 10,30: Mandato catechisti ed educatori ed inizio anno catechistico

           

15, lunedì – 22, lunedì: viaggio in Grecia

16, martedì: serata diocesana progettazione ACG

20, sabato – 21, domenica: due giorni zonale animatori giovanissimi

21, domenica, XXIX del tempo ordinario C: GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE

“Farà loro giustizia prontamente”

Gita diocesana educatori ACR

22, lunedì, in seminario: inizio corso operatori pastorali (fino al 3 dicembre)

23, martedì, ore 20,30: lectio divina

24, mercoledì, ore 21: genitori 1^ media

26, venerdì, ore 21: incontro cittadino con padre Bossi

27, sabato: festa del Ciao, ACR

            Incontro genitori “Buon Pastore”

28, domenica, XXX del tempo ordinario C:

“Chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”

GIORNATA COMUNITARIA. RINNOVO CONSIGLIO PASTORALE

E CONSIGLIO ECONOMICO

30, martedì, ore 20,30: lectio divina

            21,30: gruppo liturgico su Ottavario defunti

31, mercoledì, ore 21: nuovo CPP